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Tengioiman (10joyman) re_cycling & re_styling

La bicicletta è l'unico mezzo di trasporto che, oltre che essere divertente e salutare (quasi sempre), è soprattutto ecosostenibile ed economico. Tengioiman (10JoyMan) valorizza la bicicletta come il migliore mezzo di trasporto metropolitano del futuro, promuovendone l'uso in tutti i possibili aspetti della quotidianità, dagli spostamenti brevi al trasporto di carichi poco ingombranti.

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Tengioiman (10JoyMan): lo scopo principale dell'attività è "rivitalizzare" la cultura della bicicletta nella quotidianità metropolitana.

Il "ciclista metropolitano" si può ricondurre a un modello di mobilità riassumibile da concetti come facilità d'uso, bassi livelli di spesa, impiego su distanze medio-brevi, estetica adeguata e soprattutto bassa appetibilità per i furti...

“Chi compra una bici rubata, ruba una bici comprata”

Tengioiman (10JoyMan) inizia con il recupero di biciclette abbandonate e/o mutilate nei condomini e nelle cantine, personalizzandole e reinserendole nei diversi usi e circuiti del trasporto urbano. Delle biciclette non si butta nulla! Attraverso il riciclo, la personalizzazione e gli adeguati aggiornamenti è possibile ottenere un mezzo di trasporto economico, piacevole e affidabile...

Consigli utili per l'uso metropolitano...

Sono diversi e importanti i motivi deterrenti all’uso quotidiano della bicicletta, specie per i ciclisti non ancora molto esperti. Infatti il ciclista è responsabile della sua sicurezza solo fino a un certo punto. Sebbene infatti ogni strumento e accessorio di sicurezza passiva (casco, luci, giubbino, ecc…) sia consigliabile e può fare la sua parte in determinate circostanze, non v’è protezione che tenga di fronte ad uno scontro con un’auto che viaggia a velocità superiori ai 30 km/h (è per questo che l’UE, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ed altri raccomandano l’introduzione del limite di 30 km/h in città).

Questo breve vademecum si propone quindi di presentare alcuni accorgimenti che il ciclista può prendere per pedalare con una maggiore percezione di sicurezza; consigli che, in alcune circostanze, possono rivelarsi utili e talvolta determinanti.

1) Pedalare in carreggiata

Sebbene a primo acchito si potrebbe pensare che pedalare “rifugiati” sul lato destro della carreggiata sia più sicuro, non è esattamente così. Occorre invece lasciare almeno un metro di distanza tra la propria traiettoria ed il marciapiede (o guardrail) per conservare un margine di manovra a destra per evitare le automobili che sopraggiungono da dietro in velocità. Gli automobilisti hanno infatti la cattiva abitudine di occupare tutto lo spazio della carreggiata a loro disposizione: se date loro 3, 4, 5 metri di larghezza per sorpassarvi, quelli si prenderanno. Ridurre al minimo questa distanza fa sì quindi che il sorpasso sia una manovra consapevole, studiata, e non inconscia. Un’auto in marcia che intravede un ciclista in carreggiata è infatti più propensa a rallentare, scansarsi ed effettuare un sorpasso “consapevole”; se invece lo intravede nell’estremo di essa è più probabile che non moderi nemmeno la velocità pensando di avere tutto lo spazio a disposizione per il sorpasso.

2) Pedalare in gruppo

Uno dei “must” della sicurezza dei ciclisti è: più si è a pedalare, più si è sicuri. Un gruppo di ciclisti è più visibile e induce maggiormente le auto a rallentare. Per questo, se avvistate un ciclista sul vostro tragitto, aggregatevi (invece magari di instaurare una gara, non siamo al velodromo), fatevi compagnia e garantitevi maggiore sicurezza l’un altro. Chi usa la bicicletta tutti i giorni, inoltre, non è raro che incontri altri ciclisti quotidiani sul suo percorso. Potrebbe quindi essere utile darsi appuntamento, compiere insieme il tragitto casa-lavoro o una parte di esso. E’ anche un’ottima occasione per tenersi compagnia e fare conoscenza. E’ sulla base di queste considerazioni che si sono diffuse, in Europa ma anche in Italia, le esperienze dei “bicibus” per il bike to work e il bike to school.

3) Contatto visivo

E’ importante, nel traffico, stabilire durante la marcia un contatto visivo con gli automobilisti che procedono vicino a voi: ovviamente questo è possibile solo a velocità moderate, ma può rivelarsi molto utile. Se infatti voi siete ben consci dei pericoli che potete correre dallo scontro con un’auto, altrettanto non vale per chi è alla guida del mezzo a motore, che spesso guida “d’inerzia” senza tenere i sensi sempre all’erta.

4) Studiare il tragitto

Spesso chi inizia ad andare in bici da poco tende a percorrere le stesse strade che percorreva quando usava un mezzo a motore. Non c’è niente di più sbagliato. Uno dei grandi vantaggi di usare la bicicletta infatti è poter scegliere il tragitto con molta più elasticità di quanto non possa un’auto ed avere a disposizione un ventaglio di percorsi possibili molto più ampio. A seconda delle vostre esigenze, provate a progettare il vostro itinerario casa-lavoro (o per altri fini) sulla base di criteri di sicurezza/piacevolezza. Scoprirete che, con lo stesso tempo o quasi, potrete raggiungere la destinazione passando per vie meno trafficate, oppure molto strette e tortuose e quindi in cui le auto vanno più piano oppure ancora, ad esempio nel caso di Roma (ma non solo), passando per i tanti parchi e sentieri nel verde sparsi per la città.

5) Utilizzo del corpo

Può essere molto utile, in determinate situazioni, servirsi delle braccia per “comunicare” con gli automobilisti. Loro ci vedono, è chiaro, ma se sono in dubbio se rallentare o meno, un vostro gesto può essere determinante nella decisione che prenderanno. Nelle strade strette, ad esempio, quando un automobilista potrebbe pensare “sorpasso, non sorpasso?“, un vostro cenno con la mano può convincerlo ad attendere ed effettuare il sorpasso successivamente, con un maggiore spazio a disposizione. Le braccia sono utilissime anche per segnalare la svolta a destra o a sinistra. Per tutti questi motivi, è opportuno pedalare senza tenere in mano niente; conservate telefoni, spuntini e oggetti vari in giacca o in una tasca da manubrio, telaio o sellino.

6) “Case avanzate”

Per “casa avanzata” si intende uno spazio, in prossimità di un attraversamento semaforico, posto leggermente in avanti (“avanzato”, appunto) rispetto alla posizione in cui le auto attendono il verde per poi procedere. Si tratta di una misura in favore della mobilità ciclistica adottata con successo in molti paesi europei, mentre solo in alcuni casi isolati in qualche città italiana. Ad ogni modo, se nella vostra città non esistono case avanzate agli incroci posizionati lungo il vostro tragitto, cercate di crearvene delle vostre personali. Ponetevi almeno un paio di metri in avanti rispetto alle auto in coda al semaforo, mettetevi bene in vista: questo vi permetterà di evitare di respirare i gas di scarico delle auto, essere visibili e scongiurare la possibilità che le auto stesse accelerino bruscamente oltre il dovuto allo scattare del verde.

7) Accessori di sicurezza passiva

Come accennato all’inizio, sebbene sia la velocità delle auto la causa principale della gravità degli incidenti auto-bici, esistono alcuni comuni accessori che possono essere molto utili alla propria sicurezza, per evitare uno scontro o quanto meno per limitarne i danni. Il casco, fino a velocità prossime ai 30 km/h, può essere determinante per proteggere dai traumi alla testa, quindi nel caso di scontro con un’auto a bassa velocità o nel caso in cui vi piaccia correre e per qualche motivo caschiate da soli. L’uso del casco non è comunque obbligatorio.
L’uso delle luci in bici, davanti e dietro, è essenziale nelle ore di buio e comunque obbligatorio. In particolare è fondamentale la luce posteriore (per essere visti da dietro).
Il giubbino catarifrangente è invece utile nelle circostanze in cui di fatto è già reso obbligatorio per legge dal Codice della Strada, ovvero in galleria, prima dell’alba e dopo il tramonto. Un altro accessorio utile di sicurezza passiva è lo specchietto retrovisore. Chi non lo ha mai usato, potrà farne a meno, chi invece lo ha provato per un primo periodo potrà confermare di non poterne più fare a meno.

8) Cordialità...sempre

L’attitudine di ciclisti e pedoni ad essere gli utenti più bistrattati della strada ha portato nel tempo alla diffusione di qualche comportamento decisamente al limite tra la bizzarria e l’educazione. Uno di questi ad esempio è ringraziare, quando si è a piedi o in bici, le auto che ci fanno attraversare sulle strisce pedonali, cosa che dovrebbe essere un diritto sacrosanto, scontato e fuori di ogni discussione. Tuttavia, scambiare dei gesti di cordialità con i passanti – un sorriso, un grazie con la mano, un cenno con la testa – su qualsiasi mezzo viaggino e anche non necessariamente dovuti, aiuta a relazionarsi meglio con gli altri, a infondere serenità e rispetto reciproco.

Bellezza in bicicletta

Ma dove vai bellezza in bicicletta
così di fretta pedalando con ardor?
Le gambe snelle tornite e belle
m’hanno già messo la passione dentro al cuor!

Ma dove vai con i capelli al vento
col cuor contento e col sorriso incantator?
Se tu lo vuoi o prima o poi
arriveremo sul traguardo dell’amor!

Se incontriamo una salita
io ti sospingerò
e stringendoti alla vita,
d’amor ti parlerò.

Ma dove vai bellezza in bicicletta,
non aver fretta resta un poco sul mio cuor
lascia la bici dammi i tuoi baci
è tanto bello far l’amor!

Quando, a primavera, per le strade
passa il “Giro” gridan tutti ai corridor:
Dai, dai, dai, dai, dai, dai!
Dai, dai, dai, dai, dai, dai!

Ma se una maschietta in bicicletta
passerà vedrai che ognuno, là per là
la testa girerà e allegro canterà

Se incontriamo una salita
io ti sospingerò
e stringendoti alla vita,
d’amor ti parlerò.

Ma dove vai bellezza in bicicletta,
non aver fretta resta un poco sul mio cuor
lascia la bici dammi i tuoi baci
è tanto bello far l’amor!

Elenco di link utili...

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Esempio 1: bicicletta nera da donna, recuperata da reperto condominiale abbandonato e mutilato.

Riverniciata, coperture nuove, catena di trasmissione nuova, sella nuova, manubrio riciclato, manopole e sistema frenante rinnovato, campanello nuovo e lucidatura totale...

Esempio 2: bicicletta da uomo riciclata da reperto condominiale abbbandonato.

Riverniciata, coperture nuove, manopole e pattini dei freni nuovi, sella e manubrio riciclati. Ripulitura titale delle cromature: bicicletta per aperitivi trendy...

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